I My Chemical Romance avevano già previsto di usare uniformi simili a quelle delle Dallas Cowboys Cheerleaders soltanto per tre esibizioni, secondo una dichiarazione giurata depositata in tribunale dal manager della band, Brian Schechter. Ha affermato che la decisione era stata presa molto prima che venisse a conoscenza delle obiezioni delle cheerleader e che non era una risposta alla loro causa.
I costumi sono comparsi durante una sequenza teatrale nei concerti della band all’Hollywood Bowl, parte di una produzione distopica per celebrare il 20º anniversario di The Black Parade. La società madre delle cheerleader, Pro Silver Star, ha intentato una causa il 23 ottobre, denunciando una violazione del marchio e chiedendo un’ordinanza che vietasse ulteriori usi delle uniformi.
Nella sua dichiarazione del 29 ottobre, Schechter ha affermato che il «Finale» della produzione era previsto per il 21, 23 e 24 ottobre 2026, e per nessun’altra data. Ha dichiarato che gli ultimi due concerti all’Hollywood Bowl e le restanti date del tour della band non facevano parte del Finale e non avrebbero incluso personaggi o costumi da cheerleader.
L’avvocato delle cheerleader, Alex Spiro, ha contestato la versione del manager in una risposta inviata via e-mail, affermando che la band aveva «alzato bandiera bianca». La causa sembrava essersi risolta rapidamente dopo le notizie secondo cui i My Chemical Romance non avrebbero usato i costumi nei concerti successivi.
Un atto depositato in tribunale includeva un’e-mail dell’avvocato della band, in cui si affermava che le restanti date del tour in corso non avrebbero previsto ballerini nei costumi contestati. Separatamente, Live Nation, anch’essa citata nella causa, aveva sostenuto che lo spettacolo fosse un’espressione artistica tutelata dal Primo Emendamento.
Il 2 novembre, le cheerleader e Live Nation hanno comunicato al tribunale di aver raggiunto un accordo per archiviare integralmente il procedimento.
Fonti: Billboard.