Le immagini d’apertura di “Impossibile” portano gli spettatori nel massiccio alpino del Dévoluy, un paesaggio montano vasto e arido. Qui, Enzo Tovoli, un italiano di settant’anni interpretato da Fabrizio Bentivoglio, sale verso le vette con scarponi da trekking e binocolo, osservando le aquile che costituiscono la sua unica compagnia.

La sua solitudine finisce quando nota un altro uomo poco più avanti, impegnato ad affrontare un tratto difficile dello stesso percorso. Prima che Tovoli possa raggiungerlo, un grido acuto squarcia il silenzio, seguito dal rumore dell’uomo che precipita dalla scogliera.

Le circostanze vengono immediatamente messe in discussione. Tovoli era davvero un semplice testimone? La caduta è stata un incidente, oppure potrebbe essersi trattato di un omicidio? Dopo aver chiamato i soccorsi, l’italiano viene arrestato nel suo albergo di montagna e condotto davanti a un giudice incaricato di stabilire che cosa sia accaduto.

Diretto da Emmanuel Finkiel, il film televisivo di Arte.tv adatta l’omonimo romanzo di Erri De Luca, pubblicato da Gallimard nel 2020. Il suo conflitto centrale è il confronto tra Tovoli, sospettato di aver avuto un ruolo nella scomparsa dell’escursionista, e un giovane magistrato interpretato da Swann Arlaud.

Il giudice ritiene che l’uomo indagato per omicidio volontario non stia dicendo la verità. La produzione attribuisce un peso particolare al loro dialogo, facendo dello scambio tra i due uomini il fulcro dell’adattamento e della sua ambiguità.

Fonti: Le Monde Culture.