Una mostra dedicata all’impegno sociale e culturale di Maria Ponti Pasolini inaugurerà il 6 novembre nella Manica Lunga della Biblioteca Classense di Ravenna. Intitolata «Uno spirito emancipazionista tra Ravenna, l’Italia e l’Europa», la mostra resterà aperta fino al 9 gennaio e sarà preceduta da un convegno di studi con la partecipazione di studiosi provenienti da università e istituzioni.
La mostra esamina la vita e l’opera di Maria Ponti Pasolini (1856–1938), mettendo in evidenza le sue idee sui diritti delle donne, il progresso sociale, la tutela del patrimonio culturale, l’alfabetizzazione, la lettura e l’istruzione. I documenti conservati nell’archivio della sua famiglia mostrano la rete di relazioni che sviluppò in Italia e all’estero, nonché i suoi sforzi per diffondere idee, esperienze e progetti innovativi nei campi culturale e sociale. L’archivio comprende la corrispondenza con Louis Pasteur, Vilfredo Pareto e Henri James.
La mostra è suddivisa in sezioni che riguardano i principali ambiti della sua attività. Tra questi figurano la ricerca economica e sociale, in particolare quella relativa ai lavoratori agricoli della Romagna; il sostegno alla scolarizzazione e all’alfabetizzazione; e il suo appoggio alle Industrie Femminili Italiane, create per promuovere le competenze professionali e l’indipendenza economica delle donne.
Altre sezioni affrontano la sua partecipazione al Primo Congresso Nazionale delle Donne e il suo sostegno al suffragio femminile, insieme ai suoi sforzi per proteggere l’arte e l’architettura. La mostra esplora inoltre il suo interesse per la fotografia come strumento per documentare gli edifici e preservare la memoria storica.
Fonti: ANSA Cultura.