Quattro importanti organizzazioni cinematografiche francesi chiedono ai candidati alle elezioni presidenziali del 2027 di fare del cinema una «priorità strategica», avvertendo che il modello cinematografico del Paese è sottoposto a pressioni politiche ed economiche crescenti. Il loro manifesto, inviato mercoledì 4 novembre all’Agence France-Presse, elenca 12 impegni per proteggere il settore.
I firmatari rappresentano sceneggiatori, produttori e registi. Tra loro figurano il gruppo della società civile Auteurs réalisateurs producteurs, l’Union de la production indépendante, la Société des réalisateurs de films e l’Union des producteurs de cinéma. Le organizzazioni sostengono che il cinema debba essere riconosciuto come una risorsa strategica e manifestano preoccupazione per quella che descrivono come una battaglia ideologica contro il settore.
Il loro appello arriva mentre il Rassemblement national (RN) critica il Centre national du cinéma et de l’image animée (CNC) e il partito dichiara di voler privatizzare il servizio pubblico radiotelevisivo. Il regista Pierre Jolivet, vicepresidente di Auteurs réalisateurs producteurs, ha dichiarato all’AFP di essere preoccupato per l’ostilità rivolta all’industria cinematografica e ha affermato che il cinema è in gran parte scomparso dal dibattito politico.
La prima proposta del manifesto è sancire nella Costituzione la «sovranità culturale francese ed europea». I gruppi sostengono che ciò tutelerebbe l’eccezione culturale francese e contribuirebbe a garantire un servizio audiovisivo pubblico indipendente, con finanziamenti stabili e adeguati.
Chiedono inoltre che siano protette le risorse del CNC. Il centro è finanziato tramite imposte specifiche, tra cui prelievi sui biglietti del cinema e sulle piattaforme di streaming che operano in Francia, e ridistribuisce i fondi a sostegno della creazione, soprattutto cinematografica. Il manifesto propone di limitare questi aiuti alle aziende a maggioranza francese o europea, restrizione che attualmente non esiste.
Tra le altre priorità figurano il mantenimento del sistema di lavoro intermittente per i lavoratori del settore culturale e il rafforzamento della finestra di distribuzione, che garantisce ai film un periodo nelle sale prima che siano disponibili in televisione o sulle piattaforme a pagamento.
Le organizzazioni segnalano inoltre preoccupazioni per le finanze di Canal+ e France Télévisions, due importanti fonti di finanziamento per il cinema francese. Una proposta di aumento dell’IVA su Canal+ nella legge di bilancio del 2027 è stata respinta dai parlamentari, mentre France Télévisions deve far fronte a una riduzione dei fondi assegnati. A metà ottobre, oltre 170 registi di rilievo hanno firmato un appello distinto, avvertendo che il settore potrebbe indebolirsi.
I firmatari dichiarano di voler lanciare all’inizio del prossimo anno una campagna composta da quattro cortometraggi nelle sale cinematografiche. Sostengono che sostenere un’ampia varietà di progetti cinematografici, compresi quelli che non diventano successi commerciali, sia importante per consentire al settore di realizzare film di successo.
Fonti: Le Monde Culture.