Marco Perego Saldana dice di considerarsi non semplicemente un produttore, ma un «custode delle culture». L’artista visivo, regista e produttore ha condiviso questa visione durante una lezione aperta all’Università Cattolica di Milano, dove è arrivato con il più piccolo dei suoi tre figli avuti con l’attrice Zoe Saldana.

Perego ha detto di aver preso il cognome della moglie per i loro figli, spiegando di voler far sì che le sue azioni riflettessero l’importanza che attribuisce al ruolo delle donne. La sua famiglia, ha detto, rappresenta la diversità: Saldana è latina, i loro tre figli sono neri e i genitori vivono con loro.

Anche le donne sono al centro di un film che Perego sta producendo a Roma. Scritto da Perego e Alex Dinelaris e diretto da Janusz Kamiński, è interpretato da Valeria Golino, Isabella Rossellini e Tommaso Ragno. La storia trae ispirazione dalla madre di Perego, che perse la voce per tre anni dopo aver sviluppato un’afasia nel 2004. Nel film, Golino interpreta una donna che perde la voce mentre fa visita al figlio in America. Perego lo ha descritto come una storia contemporanea sull’importanza di poter esprimere sé stessi.

A New York sta producendo un film diretto da Luca Bigazzi e interpretato da Saldana. La coppia aveva già lavorato insieme al cortometraggio «Dovecote», ambientato nel carcere femminile della Giudecca, a Venezia, e presentato alla 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Il profilo di Perego come produttore internazionale è cresciuto all’ultimo Festival di Cannes, dove due film da lui coprodotti hanno ricevuto importanti riconoscimenti: «Fjord» di Cristian Mungiu ha vinto la Palma d’oro, mentre «Minotaur» di Andrey Zvyagintsev ha ricevuto il Grand Prix. Perego ha detto che «Minotaur» segue la relazione tra due persone prima di rivelare una storia più ampia legata all’Ucraina e alla Russia.

Ha anche ricordato di essere arrivato negli Stati Uniti nel 2001 senza soldi e senza conoscere l’inglese, e ha detto che per un periodo aveva vissuto nella metropolitana. La perseveranza, ha detto, è rimasta importante per lui, così come chiedere consigli e circondarsi di persone che considera più capaci. Lavorare con sua moglie, ha aggiunto, gli ha insegnato molto.

Perego ha detto che gli Stati Uniti gli avevano offerto opportunità che riteneva di non poter trovare in Italia. Ha elogiato il modo in cui culture diverse possono incontrarsi lì, descrivendo però gli italiani come molto individualisti e meno inclini a lavorare collettivamente.

Fonti: ANSA Cultura.