In «Nos âmes libres», Salomée Stévenin trasforma una ricerca personale di significato in un documentario plasmato dall’introspezione. Il film comincia con la sensazione di guardare il mondo senza prendervi parte, un’inquietudine che alla fine l’ha spinta a cercare risposte attraverso il mare.
Circa 15 anni fa, Stévenin incontrò un delfino in un parco faunistico alle Bahamas. Quell’incontro le rimase impresso, tornava nei suoi sogni e contribuì a quello che lei descrive come un crollo interiore. Il documentario segue il percorso di riflessione nato da quell’esperienza.
Stévenin, attrice e regista, figlia dell’attore e regista Jean-François Stévenin, costruisce il film attorno a una voce narrante accuratamente scritta, che alterna riflessioni spirituali, poetiche e politiche. La accompagnano riprese di viaggio, materiale d’archivio e interviste a persone che hanno influenzato il suo pensiero e il suo impegno.
Il film adotta uno stile di montaggio libero e assegna un ruolo di primo piano alla musica, attingendo a opere di Schubert, Mozart, Tchaikovsky, Max Richter, Shigeru Umebayashi, Nick Cave e Warren Ellis. Le immagini includono archivi di famiglia e sequenze subacquee di Stévenin mentre nuota tra i pesci, insieme a riprese realizzate in tutto il mondo.
Fonti: Le Monde Culture.