Serena Grandi ha attribuito al regista Tinto Brass il merito di averle insegnato a recitare davanti alla macchina da presa, dicendo che quelle lezioni l’hanno accompagnata per tutta la carriera. In un’intervista all’ANSA, lo ha ricordato con «rispetto e gratitudine», descrivendolo come colto, ironico e perspicace.
Brass le insegnò come posizionarsi davanti alla macchina da presa e usare la voce, ha detto Grandi. Ha anche elogiato sua moglie, Carla Cipriani, nota come «Tinta», che ha descritto come un’importante fonte d’ispirazione per molti dei suoi film e una presenza costante sul set.
Grandi ha detto di essersi aspettata la morte di Brass dopo la loro ultima conversazione telefonica. Lo aveva visto a Venezia circa due anni prima, in sedia a rotelle, e ricordava che era lucido. Ha aggiunto di essere stata contenta che al suo fianco ci fosse Caterina Varzi, che, in base a quanto aveva sentito, ha descritto come premurosa e intelligente.
Brass diresse Grandi in Miranda, uscito nel 1985, e poi di nuovo in Monella, 13 anni dopo. Grandi ha detto che Miranda fu un grande successo, con un incasso di sei milioni di lire, quando un biglietto costava 6.000 lire. Ha ricordato che Brass la scelse dopo aver trovato, mentre camminava lungo un fiume, un pezzo strappato di giornale con una sua fotografia. La chiamò e le disse che la parte era sua.
Grandi ha anche ricordato che Brass voleva che ingrassasse per il ruolo e che la portò con Cipriani nelle trattorie di Chioggia. Miranda, ha detto, attirò ammiratori da tutta Italia. Il film si ispirava liberamente alla commedia di Carlo Goldoni La Locandiera ed era ambientato nei primi anni Cinquanta nella Pianura Padana. Grandi interpretava la proprietaria di una locanda in attesa del marito, Gino, scomparso durante la guerra.
Fonti: ANSA Cultura.
