Dopo che il 23 ottobre un uomo ha aperto il fuoco contro alcune persone a Trappes e La Verrière, negli Yvelines, il deputato di LFI Aurélien Saintoul ha indicato, come parte del contesto più ampio, anni di retorica razzista sulla zona. L’attacco ha ucciso Pengo Bossio Wangi, 26 anni, e ferito gravemente quattro persone, tra cui un bambino di 11 anni. Secondo l’articolo, l’aggressore ha detto di aver preso di mira persone che considerava «musulmane», «africane» o «nordafricane».

In un articolo d’opinione, Saintoul sostiene che l’odio non nasce in isolamento e critica i commentatori dei media che hanno ripetutamente dipinto Trappes e i suoi abitanti come una minaccia. Afferma che Arcom, l’autorità francese di regolamentazione dei media, avrebbe dovuto fungere da argine contro i discorsi discriminatori, ma ha invece permesso che continuassero senza controllo.

L’articolo cita una serie di esempi che risalgono al 2016. Un rappresentante di un sindacato di polizia ha paragonato Trappes a Molenbeek su RMC. Nel 2020, il commentatore di CNews Ivan Rioufol ha messo in discussione l’influenza dell’Islam politico e della sharia nella città, per poi definirla «Trappistan». Altre personalità politiche e commentatori hanno descritto Trappes come vittima dell’islamizzazione o come un territorio governato dalla legge islamica.

L’articolo ricorda anche le dichiarazioni del presidente del RN Jordan Bardella, che nel 2022, su C8, ha definito Trappes una «repubblica islamica in miniatura» e una «capitale europea della jihad». Nel 2024, alcuni commenti su RMC riguardo alle riprese di una serie comica nella città hanno spinto il sindaco, Ali Rabeh, a presentare un reclamo ad Arcom. Il co-conduttore del programma ha liquidato lo scambio definendolo uno scherzo.

Saintoul sostiene che rappresentare ripetutamente una comunità come nemica può far sembrare accettabile un linguaggio disumanizzante. Afferma che l’Attacco di Trappes riflette il fallimento non solo di chi diffonde affermazioni razziste, ma anche delle istituzioni chiamate a far rispettare la legge.

Fonti: Le Monde Culture.