Benoit Carré, ex membro del gruppo francese Lilicub, da più di dieci anni esplora la creazione musicale con prototipi di intelligenza artificiale sviluppati insieme a ricercatori. Dopo aver testato Suno, una piattaforma di generazione musicale, ha concluso che il suo modello è tecnicamente più bravo di lui nel produrre canzoni complete in un’ampia gamma di stili.
Suno afferma che gli utenti possono creare qualsiasi canzone immaginino, comprese richieste basate su soggetti e generi insoliti. La piattaforma genera più di 7 milioni di canzoni al giorno e dichiara un fatturato annuo di 300 milioni di dollari, con una valutazione di 5,4 miliardi di dollari. Nessuna di queste canzoni è arrivata in cima alla Billboard Hot 100, sebbene artisti legati all’IA come la cantante americana Xania Monet abbiano accumulato milioni di stream.
Carré descrive il risultato come al tempo stesso impressionante e inquietante. Suno può produrre canzoni con voci che imitano le qualità emotive e le convenzioni di generi diversi, suscitando interrogativi su ciò che continua a distinguere i musicisti umani dalle macchine.
Ha confrontato l’output del sistema con la propria esperienza nella composizione di “Voyage en Italie”, la canzone dei Lilicub del 1996 creata insieme alla sua compagna. La strofa iniziale nacque rapidamente, ma il ritornello risultava squilibrato. Su insistenza del produttore Marc Lumbroso, Carré trascorse diversi giorni a rielaborare la canzone prima di decidere che fosse necessario un lungo e complesso “anti-ritornello” per controbilanciare la strofa leggera, quasi infantile.
Carré ha poi chiesto a Suno di creare una canzone sul viaggio in Italia, sottolineando il contrasto tra strofa e ritornello. Lo strumento ha prodotto rapidamente canzoni retro delicate, ma Carré ha osservato che diventavano monotone dopo i primi 20 secondi. Per lui, l’esperimento ha illustrato la distanza tra un’imitazione convincente e le scelte più profonde coinvolte nella costruzione di una canzone.
Fonti: Le Monde Culture.