Natalia Lafourcade racconta che «Hermano», la sua nuova collaborazione con Carlos Santana e il produttore Edgar Barrera, è nata da una melodia che le è venuta in sogno. La canzone è un omaggio ai migranti e alla comunità immigrata, e i suoi autori la descrivono come un appello all’unità e alla comprensione.
Lafourcade ha raccontato a Rolling Stone di aver svegliato il marito per cantargli il motivo prima che le sfuggisse. In seguito ha inviato una demo a Barrera, che l’ha invitata a Miami per lavorare alla struttura e al testo della canzone. Volevano darle un tono fiducioso, incentrato sull’amore e sulla luce.
Ballata dalle sonorità terrene con accenni di son jarocho, «Hermano» fonde influenze folk con un arrangiamento contemporaneo. Lafourcade ha detto che la canzone è nata con un’impronta simile alla musica country e una forte caratterizzazione veracruzana, ispirandosi all’huapango e a un ritmo in 6/8. Include anche il cuatro, uno strumento che suona spesso mentre scrive, insieme alla chitarra di Santana.
Lafourcade ha detto che Santana voleva realizzare una canzone rivolta ai latinoamericani e ai migranti. Ha descritto la discriminazione, la violenza e il razzismo come problemi radicati nella mancanza di empatia e giustizia. Per Santana, la canzone è anche legata alla sua identità messicana. Ha detto a Rolling Stone che negli Stati Uniti non si scusa di essere messicano e ha affermato che le persone dovrebbero riappropriarsi del proprio senso di valore.
Lafourcade spera che il brano possa incoraggiare la riflessione e risvegliare la consapevolezza, anche tra chi maltratta gli altri. Ha detto di voler creare musica capace di contribuire a trasformare le persone e considera la vita collettiva come interconnessa, anziché come una ricerca individuale.
Fonti: Rolling Stone.
