In «A Raiz», il drammaturgo Newton Moreno attinge alle cosmologie andine, secondo le quali erano soltanto le donne a coltivare e curare i campi, collegando la fertilità della terra alla creazione della vita. Lo spettacolo si serve di questa cornice mitica per raccontare la storia di un bambino androgino che scopre la propria identità, con il suolo rurale come simbolo di memoria, appartenenza e rinnovamento.

La favola descrive conflitti familiari, giudizi della comunità e pressioni a conformarsi, ma affronta la differenza di genere in modo affermativo, anziché concentrarsi sulla violenza o sulla vittimizzazione. L’idea centrale è racchiusa nella frase: «Ci sono verità che la terra non può seppellire».

Diretto da Elias Andreato nella Sala Paschoal Carlos Magno del Teatro Sérgio Cardoso, lo spettacolo si avvale di una scenografia essenziale e mette il pubblico a stretto contatto con la rappresentazione. Le luci di Cleber Eli alternano fasci netti nei momenti di costrizione sociale a tonalità più calde nelle scene di affetto e scoperta. Le musiche di Andreato accompagnano il ritmo della narrazione e i suoi silenzi.

Fontana sostiene da solo la rappresentazione, passando da un narratore distaccato alle esperienze del bambino con gesti misurati. I costumi di Gabriel Villela combinano tessuti, trame e colori senza ricorrere a categorie binarie. Un manichino da sarta vestito con abiti femminili rappresenta, in momenti diversi, la madre del bambino e un riflesso del bambino in transizione.

Lo spettacolo ricorre anche a immagini generate dall’intelligenza artificiale all’inizio e alla fine. La recensione dell’allestimento le indica come il suo principale punto debole, sostenendo che rendano letterale ciò che il testo e la recitazione lasciano già all’immaginazione del pubblico.

Fontana ha detto di aver scelto di raccontare la storia in uno stile epico e narrativo, invece di adattarla a un teatro realistico o incentrato sulla psicologia. Ha descritto il monologo come un’occasione per scoprire la forza della narrazione orale e lo scambio di emozioni con il pubblico. Lo spettacolo dura 50 minuti ed è consigliato a un pubblico dai 12 anni in su.

«A Raiz» è in programma nella Sala Paschoal Carlos Magno del Teatro Sérgio Cardoso, in Rua Rui Barbosa, 153, Bela Vista, il sabato e la domenica alle 18:30, fino al 20 novembre. I biglietti partono da R$25 per l’ingresso a tariffa ridotta e sono disponibili tramite Sympla.

Fonti: Folha Ilustrada.