La digressione è una deviazione dal filo principale di una storia, ma può anche aprire nuove possibilità per l’opera. Il saggio riflette sulla tensione tra la libertà della finzione e i vincoli che gli scrittori si impongono quando cominciano a scrivere.
Il testo fa risalire la digressione all’Odissea di Omero. La descrizione della cicatrice di Odisseo interrompe l’azione quando la sua vecchia nutrice, Euriclea, lo riconosce. Sebbene l’episodio si allontani dal filo centrale, arricchisce la storia. In seguito, Montaigne fece della digressione un elemento centrale dei suoi saggi, passando da un argomento all’altro seguendo il flusso dei propri pensieri.
Il saggio richiama inoltre l’attenzione su scrittori che hanno discusso di come la scrittura possa allontanarsi da un piano iniziale. Alcuni descrivono la narrazione come una deviazione da un filo principale che forse non esiste; altri citano le storie autonome di Cervantes nel Don Chisciotte, l’elogio delle digressioni fatto da Jonathan Swift in A Tale of a Tub e Tristram Shandy di Laurence Sterne, che presenta le digressioni come l’anima della lettura.
Richiamandosi alla definizione di Alan Pauls della digressione come «passione gioiosa» della storia, il testo considera questa forma non una semplice interruzione, ma una fonte di libertà all’interno della letteratura.
Fonti: El País Cultura.