Il Ryman Auditorium di Nashville ha ospitato lo Sho-Bud Showcase Live, una celebrazione di quattro ore della pedal steel guitar con musicisti provenienti dal country, dal rock e dal blues. L’evento ha messo in luce la versatilità dello strumento e il ritorno del marchio Sho-Bud, con Slash, Marcus King, Robert Randolph e il chitarrista steel ottantanovenne Lloyd Green tra gli artisti saliti sul palco.
Sho-Bud fu fondata dai protagonisti della steel guitar Shot Jackson e Buddy Emmons e divenne un marchio leader negli anni Sessanta e Settanta. Dopo che Gretsch acquisì l’azienda nel 1979, la produzione rallentò. I nipoti di Shot Jackson, Dawn e Will Jackson, riacquisirono Sho-Bud nel 2024 e riavviarono la produzione. Il concerto al Ryman è stato presentato come una celebrazione di questa rinascita e ha sostenuto cause tra cui la Peter Frampton Myotosis Foundation e la Cerebral Palsy Foundation.
La formazione comprendeva Green, noto come “Mr. Nashville Sound”, oltre a Junior Brown, Dan Dugmore e al vincitore di un Grammy Robert Randolph. Don Felder si è unito alla serata per eseguire “Take It Easy” degli Eagles, mentre Marcus King ha portato sulla steel guitar il suo sound blues-rock, eseguendo anche “Fire on the Mountain” della Marshall Tucker Band.
Green e Andrea Whitt hanno dimostrato la versatilità dello strumento con una versione strumentale di “Waltz #2” di Elliott Smith. Randolph, presentato come “il Jimi Hendrix della pedal steel”, ha suonato una versione di “Voodoo Chile” ricca di effetti wah-wah e, durante l’esibizione, ha inclinato lo strumento su un fianco.
Uno dei momenti clou della serata ha visto Green e Slash insieme sul palco. Green ha suonato il primo modello Sho-Bud che porta il suo nome, mentre Slash si è seduto dietro il primo modello nuovo. Slash ha accennato l’introduzione di “Sweet Child O’ Mine” dei Guns N’ Roses, e Green si è unito a lui. Il momento ha anche sottolineato come la pedal steel possa essere messa in ombra dalla chitarra elettrica, persino durante un evento dedicato a celebrarla.
Fonti: Rolling Stone.