Il film di Tinto Brass del 1979, Caligola, divenne famigerato per i suoi contenuti sessuali espliciti, provocando censure in diversi paesi e guadagnandosi la definizione di «impero dell’orgia». Il film rappresenta il regno dell’imperatore romano come uno spettacolo di potere, lusso e sesso, con Malcolm McDowell nel ruolo del protagonista, accanto a Helen Mirren e Peter O’Toole.
In Brasile, il film attirò l’attenzione nel 1992, quando Organizações Martinez lo inserì nel palinsesto notturno della sua fascia Tensão Total. Il lungometraggio, che durava quasi tre ore, fu diviso in due parti, ma un’ingiunzione del tribunale consentì di trasmettere solo la prima. Quella trasmissione aveva ottenuto un indice d’ascolto di 16 punti prima che la seconda parte venisse bloccata.
Il film aveva subito censure anche altrove. Copie furono sequestrate nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Italia all’inizio degli anni Ottanta, e anche la dittatura militare brasiliana lo censurò. In Brasile fu autorizzato alla distribuzione nel 1982, dopo una sentenza del giudice federale Laurindo Minhoto Neto.
Caligola fu prodotto da Bob Guccione, fondatore della rivista Penthouse. Dopo le riprese principali, Guccione aggiunse scene esplicite, comprese immagini di sesso orale e penetrazione che sembravano scollegate dal resto del film. Brass e lo sceneggiatore Gore Vidal tolsero i propri nomi dai titoli di testa e di coda intorno al momento dell’uscita originale.
Una versione restaurata, Caligula: The Ultimate Cut, è stata presentata in anteprima al Festival di Cannes nel 2023 e sarà disponibile sul servizio di streaming Filmelier+ giovedì 5. Il restauro, durato tre anni, ha utilizzato 96 ore di negativi originali e comprende una nuova introduzione animata di Dave McKean. Secondo la fonte, il film restaurato è meno sconvolgente di quanto suggerisca la sua reputazione.
McDowell interpreta Caligola come un sovrano spudorato e impulsivo, mentre Mirren interpreta sua moglie Cesonia e O’Toole veste i panni di Tiberio. Il film combina scenografie elaborate e volutamente artificiali con una comicità grottesca e immagini sessuali per deridere il potere e la decadenza romani, oltre all’ipocrisia moderna. Tra gli episodi figurano la nomina del suo cavallo al Senato da parte di Caligola e una serie di scene grottesche e provocatorie.
Fonti: Folha Ilustrada.
