Il produttore Nintendo Eiji Aonuma afferma che rifare The Legend of Zelda: Ocarina of Time per le tecnologie attuali è stato sia una grande sfida sia un’opportunità entusiasmante. Parlando insieme al direttore del gioco Hidemaro Fujibayashi, Aonuma ha detto che il team sapeva di dover affrontare la pressione di tornare su un gioco con un pubblico vasto e un’eredità importante. Ha spiegato che l’obiettivo era aggiornare l’esperienza, mantenendo al contempo le emozioni che avevano reso tanto amato l’originale e presentandolo a una nuova generazione di giocatori.

Il remake ha richiesto modifiche ai comandi e ad alcuni dialoghi, ha detto Fujibayashi. Aonuma ha inoltre spiegato che la risoluzione più alta e le immagini più realistiche rendevano troppo spaventosi alcuni momenti inquietanti del gioco originale, perciò il team li ha modificati per ricreare il tono dell’epoca senza privarli della loro identità.

Aonuma ha detto che un aspetto che il team era deciso a preservare era il senso di progressione al centro del gioco del 1998. Man mano che Link acquisisce abilità, il mondo si apre e diventano possibili nuove sfide. Questa struttura è diversa dalla maggiore libertà di esplorazione dei capitoli più recenti, come Breath of the Wild e Tears of the Kingdom. Aonuma ha detto che vuole che chi gioca per la prima volta senta di crescere insieme ai personaggi.

Il remake arriva nell’anno del 40º anniversario della serie. Aonuma ha detto che la maggiore visibilità del franchise non cambierà l’approccio di Nintendo alla creazione dei giochi: il team continuerà a creare avventure distintive e a concentrarsi sul renderle divertenti per i giocatori.

Aonuma ha scelto Ocarina of Time come suo gioco di Zelda preferito, anche perché è stato il primo capitolo della serie da lui diretto. Ha ricordato che creare il suo mondo tridimensionale significava ripensare gli enigmi e le meccaniche della serie senza poter fare affidamento sull’esperienza precedente. All’epoca, ha detto, non si aspettava di continuare a realizzare giochi di Zelda dopo averlo terminato.

Fonti: El País Cultura.