Il nuovo album di Vandal, “Vanguardah”, riunisce rap, produzione elettronica e tradizioni religiose di Bahia in un sound che l’artista di Salvador definisce «afro-erudito». Il disco si ispira alla chitarra di Dorival Caymmi in “É Doce Morrer no Mar”, mescolando beat elettronici e pagodão con campionamenti dei Racionais MCs su un ritmo samba-reggae fornito da DJ KL Jay.
La fede è al centro dell’album. Vandal afferma che l’opera è attraversata da una forte fede e riflette ciò che ha superato. Include un campionamento di un discorso di Santa Dulce dos Pobres, che ha iniziato a venerare dopo che sua nonna aveva ricevuto assistenza dalle opere sociali della santa. In copertina compaiono anche figure sacre, tra cui un ritratto dipinto e realizzato a mano di Vandal, prodotto in un laboratorio di famiglia nel quartiere Valéria di Salvador.
In “Avemariah”, la cantante lirica Liz Reis invoca benedizioni per le madri nere in lutto per i figli persi a causa della violenza, accompagnata da percussioni che evocano il candomblé. Il brano è legato alla povertà e alla minaccia della criminalità descritte da Vandal in “Supereh”. Gli archi dell’Orchestra Afrosinfônica, diretta da Ubiratan Marques, contribuiscono al carattere barocco dell’album. Marques ha partecipato a tutto il progetto, così come Russo Passapusso, voce dei BaianaSystem, che ha curato la direzione musicale ed è un amico di lunga data di Vandal.
Il disco incorpora anche suoni della vita quotidiana di Salvador, tra cui gli uccelli che Vandal ha registrato fuori dalla finestra e le campane delle chiese. Racconta che le sue idee musicali spesso nascono passeggiando per la città, ascoltando le conversazioni e raccogliendo storie e suoni dalle strade, dai mercati, dagli autobus e dal suo quartiere.
“Vanguardah” amplia un approccio che Vandal sviluppa da oltre un decennio: costruire un linguaggio hip-hop a partire dalla musica e dalla cultura di strada di Bahia. Fa risalire queste basi alle feste popolari di strada della città, al Pelourinho, alla Terça da Bênção, al samba-reggae e al Carnevale. Vandal è inoltre legato a MiniStereo Público, descritto come il primo sound system di Bahia, e si esibisce regolarmente con il gruppo nel Giorno di Iemanjá, il 2 febbraio.
Tra le sue influenze c’è l’artista britannico grime Dizzee Rascal, in particolare l’album del 2003 “Boy in da Corner”. Il primo mixtape di Vandal, “Tipolazvegazh”, è uscito nel 2015: mescolava grime e trap e utilizzava l’Auto-Tune come strumento estetico. Dice che inizialmente intendeva renderlo un omaggio al formato mixtape, ma ritiene che le sue dimensioni e la sua importanza giustifichino considerarlo un album.
Vandal ha proseguito con “Phodismo”, una raccolta di strofe con ospiti, basi strumentali inedite e remix. Ha inoltre collegato elementi della drill al pagodão, sostenendo che alcuni ritmi sviluppati a Bahia possedessero già caratteristiche affini a quello stile.
In “Vanguardah” restano i suoi testi energici, ma la sperimentazione elettronica convive ora con gli strumenti e con un sound più artigianale. Vandal afferma che questo cambiamento non è stato concepito per rendere la musica più accessibile né per tentare un passaggio calcolato alla MPB. Descrive invece il sound e i contenuti dell’album come viscerali e urgenti.
Il disco è concepito come la prima parte di una trilogia. Vandal ha chiamato i progetti successivi “Feztah deh Largoh”, incentrato sull’arte popolare nelle piazze di Salvador, ed “Eauh deh Parfumh”, che descrive come più raffinato. Dice che il piano è pubblicare un album all’anno. “Vanguardah” è disponibile in streaming e viene pubblicato anche in vinile tramite Noize Record Club. Il rapper afferma che il secondo album manterrà la sua identità, ma potrebbe includere artisti di arrocha o axé.
Fonti: Folha Ilustrada.